La Superbanca, Cassa più banco
La Repubblica
L'Iri ha dato il via libera alla nascita della superbanca romana. Prima il comitato di presidenza e poi il consiglio di amministrazione dell'istituto presieduto da Franco Nobili
ROMA - L'Iri ha dato il via libera alla nascita della superbanca romana. Prima il comitato di presidenza e poi il consiglio di amministrazione dell'istituto presieduto da Franco Nobili ieri hanno approvato il progetto di costituzione della nuova holding bancaria tra Banco di Roma, Cassa di Risparmio di Roma e Banco di Santo Spirito. Nascerà così un istituto in grado di collocarsi ai primi posti in Italia e in Europa. Si tratta della prima applicazione concreta della legge Amato. Ma dalla riunione di ieri del consiglio di amministrazione dell'Iri è scaturito anche un altro importante annuncio: Via Veneto ha rivelato che è allo studio la creazione di un polo bancario milanese tra Comit e Credit. Delle due Bin milanesi, secondo quanto annunciato dall'istituto guidato da Franco Nobili, l'Iri continuerà a mantenere il 51 per cento con l' obiettivo di creare un gruppo bancario polifunzionale Iri di primaria rilevanza internazionale con una forte base patrimoniale e con elevata capacità reddituale. Ma l'Iri fornisce anche la spiegazione politica delle sue ultime mosse nel campo bancario. Si pone in rilievo, spiega il comunicato, che l'operazione di concentrazione bancaria appena avviata si inquadra nell'ambito di un disegno strategico globale che l'istituto sta mettendo a punto per conferire alle proprie partecipazioni bancarie una fisionomia in linea con le richieste di mercato. La nuova holding bancaria romana sarà controllata per il 65 per cento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma e per il restante 35 per cento dall'Iri. Per comprendere il meccanismo bisogna fare riferimento alla legge Amato recentemente approvata dal Parlamento che consente lo scorporo delle aziende bancarie dalle fondazioni originarie: proprio in virtù della legge la Cassa di Roma potrà dar vita ad una spa che, scavalcando gli steccati della vecchia legge bancaria del 1936, potrà fondersi con una Bin, appunto il Banco di Roma. Quanto al Banco di Santo Spirito, fu acquistato dalla Cassa di Roma dall'Iri lo scorso anno e in pratica fa già parte del gruppo che fa capo a Pellegrino Capaldo. La procedura che si è scelta per ragioni tecniche è comunque quella di dar vita in primo luogo alla progettata fusione tra il Banco di Santo Spirito e la nuova Cassa di Roma spa. Successivamente si procederà alla formazione della nuova holding. L'Iri e la Cassa, spiega il comunicato emesso ieri sera, conferiranno in una società finanziaria rispettivamente il pacchetto di controllo del Banco di Roma e il pacchetto di controllo della azienda bancaria che scaturisce dalla concentrazione dell'azienda della Cassa di Risparmio, da questa scorporata, con il Banco di Santo Spirito. L'intesa prevede che in tale società finanziaria aggiunge la nota di Via Veneto la Cassa sia l' azionista di controllo, con un pacchetto del 65%; all'Iri, cui spetterà la partecipazione del 35%, l'accordo garantisce una equilibrata rappresentanza negli organi collegiali ed alcuni importanti poteri in materia di strategie. Perché ci si è accordati su queste percentuali? La ripartizione delle azioni della società finanziaria, spiega il comunicato, si fonda su un' assunzione provvisoria dei valori dei conferimenti di rispettiva pertinenza. Viene peraltro stabilito si aggiunge che il definitivo rapporto di valore sarà quello risultante dalle valutazioni peritali ai sensi dell'art.2343 del Codice civile. Si spiega comunque che l'accordo definisce dettagliatamente le modalità dei conguagli e degli aggiustamenti che si potrebbero rendere necessari. L'obiettivo rimane dunque quello di condurre in porto l'intera operazione anche se saranno necessarie limature tecniche. L'Iri disegna anche il quadro politico ed aziendale nel quale nasce il nuovo polo bancario. Dall'operazione, continua il lungo comunicato, che rappresenterà il primo importante esempio di concreta applicazione della legge Amato, nascerà un gruppo bancario polifunzionale destinato a porsi ai primissimi posti in Italia e in Europa: si tratta quindi di un disegno di vasto respiro, capace di apportare un significativo rafforzamento al sistema bancario nazionale, cosa tanto più importante con l'approssimarsi della scadenza del '93. Accanto alla Cassa di Risparmio di Roma e al Banco di Santo Spirito, continua il comunicato, nella vasta combinazione, un ruolo di primo piano sarà giocato dal Banco di Roma, la settima banca italiana, con un' importante e consolidata tradizione in settori operativi avanzati quali l'attività internazionale, la finanza, la Borsa. L'accordo valorizzerà le intese internazionali di cui oggi il Banco di Roma è parte. Dalla nota dell'Iri si ricavano anche le motivazioni tecniche che hanno spinto Nobili e Capaldo a dar vita all'accordo. La nuova entità, spiega il comunicato dell'Iri, sarà caratterizzata da una rete di sportelli (circa 900) validamente presente su tutto il territorio nazionale, con forti radici, tuttavia, nell'area laziale; va menzionato, in proposito, che la stessa Banca d' Italia aggiunge la nota di Via Veneto ha più volte sottolineato che può essere una condizione di successo per una banca potersi espandere in Italia e all' estero facendo affidamento su una regione di riferimento. A livello nazionale, il nuovo gruppo coprirà una quota di mercato di oltre il 6%. Un segnale preciso viene inviato anche ai sindacati. Il progetto si sottolinea assicura un livello di sviluppo delle attività bancarie così elevato da garantire la piena occupazione e la valorizzazione delle risorse umane esistenti nelle strutture bancarie interessate. Ulteriore impulso - viene sottolineato dall'Iri - potrà inoltre avere il progetto sinergie, da tempo varato dall'istituto e tendente a mettere insime le attività di servizio (quali ad esempio informatica, formazione di base, telematica, ecc.) che le banche possono utilmente condurre attraverso strutture congiunte, conseguendo significativi abbattimenti di costi ed economie di scala. Il progetto conclude l'Iri già avviato con l' adesione delle Bin e che ha originato, fra l'altro, il consorzio Binsiel per l'informatica, potrà essere esteso al nascente gruppo.