Dote ricca per la Banca di Roma
Il Messaggero
Concambio alla pari. Ogni azionista del Banco di Roma riceverà in cambio un'azione del Santo Spirito. E il trenta aprile sarà l'assemblea straordinaria a varare la fusione sancendo anche il cambiamento del nome.
Concambio alla pari. Ogni azionista del Banco di Roma riceverà in cambio un'azione del Santo Spirito. E il trenta aprile sarà l'assemblea straordinaria a varare la fusione sancendo anche il cambiamento del nome. Nei fatti però la banca di Roma é nata ieri, nei consigli di amministrazione dei due istituti che si sono svolti ieri guidati l'uno da Pellegrino Capaldo, l'altro da Antonio Zurzolo (che dal prossimo 2 marzo volta pagina, si insedierà infatti a via Isonzo, come commissario della Consob).
Il valore di concambio approvato ieri é stato determinato con la consulenza di Mediobanca e di Warburg, il colosso internazionale di rating. ln seguito alla fusione il capitale della Banca di Roma farà capo alla Sipab per il 67,55%. Sipab é la holding costituita a luglio dell'anno scorso, a cui erano stati conferiti il 70,97% del Santo Spirito e il 55% del Banco di Roma. Il 13,35% della nuova banca sarà direttamente in mano all'Iri, il 10,08% all'Ente cassa di Risparmio di Roma, il 6,68 é diviso in piccole quote fra cui un migliaio di piccoli privati, e il restante 2,34% fa capo alla gestione speciale Iri, a fronte dei Warrant del prestito Mediobanca. I consigli di amministrazione che si sono svolti ieri hanno anche approvato i risultati di bilancio dell’esercizio '91. II Santo Spirito, ha chiuso con un utile un utile lordo di 1.062 miliardi, il 10 per cento in più dello scorso anno, quello della fusione con la Cassa di risparmio di Roma. E' un dato più che soddisfacente. Nell'89, quando i due istituti di credito erano ancora separati, non arrivavano, sommando i due risultati, a 600 miliardi di utile. Nel '91 gli impieghi hanno raggiunto i 37 mila miliardi e la raccolta i 49.712 miliardi. II Patrimonio del banco di Santo Spirito é salito a 5.880 miliardi.
Il Banco di Roma ha realizzato un utile di 637 miliardi. Nel '90 era stato superiore (788 miliardi), ma per 243 addebitabile a dismissioni di partecipazioni. Gli impieghi complessivi si sono attestati a 86.108 miliardi e la raccolta a 107.275 miliardi. II patrimonio dal Banco di Roma è di 9.885 miliardi. Questi i risultati presi separatamente. Ma fra un mese e mezzo ci troveremo di fronte ad un gruppo di 9.885 miliardi di patrimonio, con 1.699 miliardi di utile, il più grande nella graduatoria degli istituti di credito italiani. Allora la raccolta globale supererà i 100 mila miliardi, una dimensione competitiva anche a livello europeo. La Banca di Roma, stando alle attuali presenze, conterà quasi 24 mila addetti e una rete di 938 sportelli. Dopo poco circa tre anni e mezzo il disegno di Pellegrino Capaldo e di Cesare Geronzi arriva a compimento. E' stato realizzato a tappe forzate, in un generale consenso politico e solo qualche iniziale perplessità da parte dei sindacati i quali teme vano che la fusione di due banche entrambe fortemente insediate nel centro Italia e nel Lazio avrebbe potuto risolversi in razionalizzazione "feroce" con tagli di posti di lavoro.
Nei fatti non é andata cosi, e le assicurazioni che il presidente Pellegrino Capaldo fece sin dal primo momento sui livelli occupazionali sono state rispettate. In questi tre anni il numero di sportelli é addirittura aumentato, e il ricorso alla mobilità, dove necessario, non é stato traumatico. Ora alla Cassa e al Santo Spirito si aggiunge il Banco di Roma, che porta in dote un bene importante per il Santo Spirito: un buona e diffusa presenza nel parabancario, oltre a una discreta rete estera. II Santo Spirito-Cassa di risparmio aveva solo tre società di leasing, che poi sono state fuse in una, la Federleasing. Nuovi problemi di sovrapposizione dunque non dovrebbero emergere.
Il valore di concambio approvato ieri é stato determinato con la consulenza di Mediobanca e di Warburg, il colosso internazionale di rating. ln seguito alla fusione il capitale della Banca di Roma farà capo alla Sipab per il 67,55%. Sipab é la holding costituita a luglio dell'anno scorso, a cui erano stati conferiti il 70,97% del Santo Spirito e il 55% del Banco di Roma. Il 13,35% della nuova banca sarà direttamente in mano all'Iri, il 10,08% all'Ente cassa di Risparmio di Roma, il 6,68 é diviso in piccole quote fra cui un migliaio di piccoli privati, e il restante 2,34% fa capo alla gestione speciale Iri, a fronte dei Warrant del prestito Mediobanca. I consigli di amministrazione che si sono svolti ieri hanno anche approvato i risultati di bilancio dell’esercizio '91. II Santo Spirito, ha chiuso con un utile un utile lordo di 1.062 miliardi, il 10 per cento in più dello scorso anno, quello della fusione con la Cassa di risparmio di Roma. E' un dato più che soddisfacente. Nell'89, quando i due istituti di credito erano ancora separati, non arrivavano, sommando i due risultati, a 600 miliardi di utile. Nel '91 gli impieghi hanno raggiunto i 37 mila miliardi e la raccolta i 49.712 miliardi. II Patrimonio del banco di Santo Spirito é salito a 5.880 miliardi.
Il Banco di Roma ha realizzato un utile di 637 miliardi. Nel '90 era stato superiore (788 miliardi), ma per 243 addebitabile a dismissioni di partecipazioni. Gli impieghi complessivi si sono attestati a 86.108 miliardi e la raccolta a 107.275 miliardi. II patrimonio dal Banco di Roma è di 9.885 miliardi. Questi i risultati presi separatamente. Ma fra un mese e mezzo ci troveremo di fronte ad un gruppo di 9.885 miliardi di patrimonio, con 1.699 miliardi di utile, il più grande nella graduatoria degli istituti di credito italiani. Allora la raccolta globale supererà i 100 mila miliardi, una dimensione competitiva anche a livello europeo. La Banca di Roma, stando alle attuali presenze, conterà quasi 24 mila addetti e una rete di 938 sportelli. Dopo poco circa tre anni e mezzo il disegno di Pellegrino Capaldo e di Cesare Geronzi arriva a compimento. E' stato realizzato a tappe forzate, in un generale consenso politico e solo qualche iniziale perplessità da parte dei sindacati i quali teme vano che la fusione di due banche entrambe fortemente insediate nel centro Italia e nel Lazio avrebbe potuto risolversi in razionalizzazione "feroce" con tagli di posti di lavoro.
Nei fatti non é andata cosi, e le assicurazioni che il presidente Pellegrino Capaldo fece sin dal primo momento sui livelli occupazionali sono state rispettate. In questi tre anni il numero di sportelli é addirittura aumentato, e il ricorso alla mobilità, dove necessario, non é stato traumatico. Ora alla Cassa e al Santo Spirito si aggiunge il Banco di Roma, che porta in dote un bene importante per il Santo Spirito: un buona e diffusa presenza nel parabancario, oltre a una discreta rete estera. II Santo Spirito-Cassa di risparmio aveva solo tre società di leasing, che poi sono state fuse in una, la Federleasing. Nuovi problemi di sovrapposizione dunque non dovrebbero emergere.