Cassa di Roma Santo Spirito la fusione è ormai vicina
La Repubblica
Sarà la prima applicazione pratica della legge Amato-Carli di riforma delle banche pubbliche. Quando la nuova normativa sarà approvata anche dal Senato la Cassa di Risparmio di Roma e il Banco di Santo Spirito potranno perfezionare la fusione
Sarà la prima applicazione pratica della legge Amato-Carli di riforma delle banche pubbliche. Quando la nuova normativa sarà approvata anche dal Senato la Cassa di Risparmio di Roma e il Banco di Santo Spirito potranno perfezionare la fusione e dare vita ad un nuovo istituto che dovrebbe produrre, a fine 90, un utile lordo di circa 900 miliardi. Attualmente, ha detto Cesare Geronzi, amministratore delegato del Santo Spirito e direttore generale della Cassa di Risparmio di Roma, sono in corso le trattative relative agli aspetti sindacali dell'operazione che si dovrebbero concludere entro maggio, successivamente la fase operativa potrà dirsi conclusa. A quel punto rimarrà soltanto l'atto giuridico formale dello scorporo dalla Cassa di Risparmio di Roma della sua azienda di credito: ciò sarà possibile però solo dopo il varo del ddl Amato di riforma delle banche pubbliche, già approvato da uno dei due rami del Parlamento. Il passo successivo, ha aggiunto Geronzi, riguarderà presumibilmente un aumento di capitale del Santo Spirito riservato alla Cariroma che lo sottoscriverà attraverso l'apporto della sua azienda bancaria, per la quale dovrà essere effettuata una valutazione. Ma la situazione della nuova banca, per la quale non è stato ancora trovato un nome, è avanzata anche dal punto di vista contabile. Già a partire da agosto, ha spiegato Geronzi, saremo in grado di fornire alla Banca d'Italia i dati del conto economico-gestionale sia separatamente per i due istituti, sia simulando che le stesse banche siano già unite. Tutto ciò in una prospettiva di espansione che non prevede sacrifici né sulle reti operative né con tagli di personale, ha aggiunto Geronzi. Il piano sportelli è già pronto, ha detto, posso solo anticipare che nessun sportello delle due aziende verrà ceduto anzi nella capitale ci sarà un aumento del loro numero. Per quanto riguarda il personale il vero problema risiede nella struttura delle direzioni generali: in questo caso il processo di riconversione di queste strutture riguarderà dalle 400 alle 600 persone. L'assemblea del Banco di Santo Spirito ieri ha approvato il bilancio 1989 e ha deliberato una ripartizione dell'utile netto analoga a quella dell'88, con l'assegnazione di un dividendo di 40 lire per azione e l'accantonamento di 45 miliardi alla riserva. L'utile netto è salito da 70,02 a 70,05 miliardi mentre l'istituto romano ha registrato un utile lordo di 80,5 miliardi di lire con una diminuzione del 10,4% rispetto agli 89,9 miliardi dell'88.