Nuovo patto, presidenza-Geronzi tra «rumor» e smentite

Il Sole 24 ore

Chi guiderà il nuovo patto di sindacato di Capitalia? Un presidente «super partes» com'è ad esempio Pier Gaetano Marchetti in Mediobanca - o forse lo stesso n. 1 della banca, Cesare Geronzi?

Chi guiderà il nuovo patto di sindacato di Capitalia? Un presidente «super partes» com'è ad esempio Pier Gaetano Marchetti in Mediobanca - o forse lo stesso n. 1 della banca, Cesare Geronzi? Il presidente di Capitalia, ieri, ha escluso al Sole-24 Ore tale eventualità. L'ipotesi avrebbe peraltro precedenti importanti, come il ventennale «doppio incarico» di Giovanni Bazoli, in Ambrosiano prima e poi in Intesa. Se nei dintorni di Via Minghetti s'insiste nell'accreditare una scelta «super partes», tra Milano e Roma una possibile «doppia presidenza» Geronzi è da tempo al centro del gossip finanziario. Per il varo del patto in cantiere, è comunque «questione di settimane», ha confermato in Piazza Affari l'amministratore delegato Matteo Arpe. E in un occasione importante come il preannuncio del ritorno di Capitalia al dividendo, Geronzi non è certo rimasto dietro le quinte, ma ha preferito riservarsi, con alcune dichiarazioni mirate, un ruolo strettamente «presidenziale».
Supervisore istituzionale del top management, garante ultimo delle strategie e delle grandi partecipazioni, moderatore autorevole di un consiglio che, tra breve, sarà espressione di un "nocciolo" articolato e complesso: è questo il profilo che ha via via disegnato attorno a Geronzi anche l'identikit di presidente del patto, che nella precedente versione a tre (con Abn Amro e Toro) era retto da Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Cassaroma. Ma il presidente di Capitalia (almeno per ora) si chiama fuori.