La vendita del Banco di Sicilia. Via libera dal Tesoro a Geronzi

Giornale di Sicilia

Via libera dal ministero del Tesoro alla Banca di Roma per rilevare il Mediocredito centrale-Banco di Sicilia. L'ultima parola tocca a Banca Italia, poi saranno avviate le procedure per trasferire il cento per cento delle azioni dell'istituto guidato da Imperatori nel gruppo guidato da Geronzi.

PALERMO - Via libera dal ministero del Tesoro alla Banca di Roma per rilevare il Mediocredito centrale-Banco di Sicilia. L'ultima parola tocca a Banca Italia, poi saranno avviate le procedure per trasferire il cento per cento delle azioni dell'istituto guidato da Imperatori nel gruppo guidato da Geronzi.
La notizia ufficiale è arrivata ieri sera, ma già nel pomeriggio il presidente Cesare Geronzi aveva illustrato al consiglio di amministrazione l'esito dei colloqui di martedì scorso con il Tesoro e la Banca d'Italia finalizzati al perfezionamento dell'operazione. Secondo fonti finanziarie, il piano di acquisizione del Mediocredito Centrale potrebbe prevedere un riassetto di filiali nel Lazio, dovuto ad una sovrapposizione di sportelli tra la Banca di Roma e il banco siciliano, entrambi fortemente radicati nell'area. Tra i possibili candidati ad acquisire sportelli bancari in sovrannumero potrebbe esserci l'Antonveneta.
La Banca di Roma ha offerto per il Mediocredito (che controlla il 63 per cento delle azioni del Banco di Sicilia) circa 3.950 miliardi di lire contro i 3.700 di Unicredito e gli oltre 3.900 della cordata delle Popolari candidate però ad acquisire il 30%. L'acquisto del Mediocredito dovrà essere finanziato con un prestito sul mercato di circa 4.000 miliardi di lire. L'operazione fornirà l'occasione al gruppo capitolino per mettere in atto un piano di riassetto incentrato sulla costituzione di una holding di partecipazioni sotto cui saranno sistemate le diverse aree operative: la rete bancaria con la fusione tra Banca di Roma e Banca Mediterranea, il Banco di Sicilia di cui sarà garantita la sicilianità e le attività del Mediocredito centrale-Mediocredito di Roma. Critici il coordinatore aziendale della Fisac Ggil, Francesco Re, e Gigi Zancla della Fiba Cisl regionale che hanno chiesto di visionare il piano industriale prima di esprimere ogni valutazione.