"E' la più grande innovazione da mezzo secolo" intervista di Mario Salvatorelli al dott. Guido Carli

Risparmio Oggi -Rivista Bimestrale della Banca di Roma - Settembre Ottobre 1992

Per l'ex ministro del Tesoro la nascita di un'unica banca da tre istituzioni diverse costituisce il progresso organizzatorio più evidente dopo la legge bancaria del 1936

Dai primi dell'agosto 1992, grandi manifesti ricoprono i muri di Roma (là dove l'affissione non è vietata). Annunciano che "da oggi in Italia non ci sono più tre banche, ma da oggi c'è una nuova grande banca, la Banca di Roma". Per qualcuno, questi manifesti, richiedono una spiegazione, quanto meno un racconto. Abbiamo pensato, sia pure con il logico timore di desiderare troppo, che per spiegare questa, quasi magica, "scomparsa e ricomparsa" fosse possibile avere un maestro d'eccezione, Guido Carli, non solo ex Governatore della Banca d'Italia, ma Ministro del Tesoro per tutto il periodo (primavera 1988 - primavera 1992) durante il quale germogliò, fu portata avanti e si concluse l'operazione. E Guido Carli ha acconsentito a farlo.
"E' la conclusione - ci dice -  di un processo di riordinamento dei tre maggiori enti creditizi insediati nella città di Roma, e cioè: Cassa di Risparmio, Banco di Santo Spirito, Banco di Roma. Il progetto è stato concepito nel 1988, riceve attuazione integrale il 1 agosto 1992, le tre istituzioni confluiscono in un'unica istituzione, la Banca di Roma. Ecco, questa vicenda m'induce a descrivere gli aspetti salienti del processo di riforma, compiuto negli ultimi anni, dell'intero nostro sistema d'intermediazione finanziaria. Processo di riforma che ha, nella legge 30 luglio 1990, n.ro 218, la cosiddetta "Legge Amato", una delle manifestazioni, forse la manifestazione più significativa. "La legge bancaria 1936 - ricorda Carli - riordinò il nostro sistema bancario ispirandosi a due principi fondamentali: il primo, la suddivisione istituzionale del credito a breve, medio e lungo termine, il secondo, il mantenimento della divisione istituzionale fra le cinque grandi categorie degli enti che esercitano la raccolta di risparmio a breve termine: Istituti di credito di diritto pubblico, Banche d'interesse nazionale, Banche comunque costituite, comprese le Banche popolari cooperative, Casse di Risparmio, Casse rurali e artigiane. Il riordinamento dell'intermediazione finanziaria, e in particolar modo di quella esercitata da enti bancari, ha risposto alla esigenza di ricondurre tutte le categorie sopraindicate a uno stesso modello organizzatorio, e cioè la società per azioni, per consentire che gli enti che esercitano attività bancarie possano aggregarsi nelle forme più rispondenti al principio di efficienza. La confluenza delle tre istituzioni bancarie romane nella nuova Banca di Roma rappresenta l'operazione che, non soltanto per la dimensione, ma anche per la ricchezza di innovazione, dà attuazione alla riforma.
"I passaggi successivi - conclude l'ex ministro del Tesoro - sono deducibili dai documenti ufficiali. Ma quelle che mi pari meritevole di essere sottolineato è che il disegno è stato concepito fin dal 1988, cioè prima che il Parlamento, avesse approvato la legge, con la quale cadevano le barriere che impedivano che enti d'una categoria potessero fondersi con altri enti di un'altra categoria. La Cassa di Risparmio di Roma apporta l'azienda bancaria, che confluisce nel Banco di Spirito, posseduto da una società di partecipazioni bancarie, nella quale confluisce anche il Banco di Roma, ed infine, si attua la fusione per incorporazione del Banco di Roma nel Banco di Spirito Santo. "Questa sequenza di operazione - ammette Carli - può apparire complessa. E lo è. Il risultato, invece, è un risultato semplice e di facile comprensione. Da tre istituzioni, appartenenti a categorie ordinamentali diverse: la Cassa di Risparmio, la Banca d'interessa nazionale, la Banca di credito ordinario, nasce un'unica banca, costituita nella forma di società per azioni. Il capitale di questa banca è posseduto da istituzioni diverse, e in parte dal pubblico, al quale è stato consentito di accedervi, tra l'altro, mediante emissione di obbligazioni convertibili. Concludendo, siamo in presenza dell'operazione che, fra quelle compiute dopo la legge bancaria del lontano 1936, si può classificare come la più innovativa".
Il suo giudizio finale?
"E' stato indubbiamente, un grande progresso sul piano organizzatorio, come preferisco dire, a preferenza di organizzativo, anche perchè non è la stessa cosa".
Che cosa sta di fronte alla nuova Banca di Roma, in Italia e in Europa?
"E' come chiedere che cosa sta di fronte all'Italia".