Geronzi verso il no a San Paolo-Imi

Il Corriere della Sera

Ciampi chiede a Fazio di spiegare al Cicr il riassetto bancario e la situazione normativa. Oggi il verdetto Banca Roma. Il vertice Unicredito va avanti su Comit

ROMA - Amici, mai. Alla Banca di Roma non soffiano venti di pace dopo la richiesta del San Paolo-Imi di riprendere i contatti per rendere "amichevole" la proposta di Ops (Offerta pubblica di scambio) lanciata il 9 marzo scorso. Cesare Geronzi, presidente della banca capitolina, non sembra voler ammorbidire la sua posizione: in via ufficiosa fa sapere che non è possibile discutere dell'eventuale piano industriale di integrazione con il fucile dell'Ops puntato contro. Resta da vedere se il consiglio di amministrazione, che si riunirà oggi, condividerà le posizioni del management. Il consiglio si riunisce a una settimana dall'assemblea che provvederà a rinnovare l'organismo, facendo entrare i rappresentanti del gruppo olandese Abn Amro che proprio qualche giorno fa ad Amsterdam ha confermato la fiducia a Geronzi e alle sue strategie. Anche se oggi i nuovi azionisti non siederanno in consiglio, il vertice della banca potrà contare sul loro appoggio. La risposta al San Paolo-Imi potrebbe essere formalmente rinviata al nuovo consiglio, ma non potrà non essere discussa oggi, anche in considerazione del fatto che Torino ha chiesto una pronuncia della banca di Arcuti in tempi brevi, e cioè prima dell'assemblea del 30 aprile. Quanto agli altri azionisti della Banca di Roma, nei giorni scorsi con l'ingresso dell' Abn Amro è stato riconfermato il patto di sindacato composto anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio e dalla Toro. Un fatto che testimonierebbe dell'armonia nel "nocciolo" di riferimento e che, fra l'altro, contrasterebbe con l'ipotesi che circola da giorni di un possibile disimpegno del gruppo assicurativo controllato dalla Fiat, magari proprio a favore degli olandesi, disponibili a crescere nel capitale: ogni modifica significativa del patto di sindacato (che scadrà a fine 2000) farebbe, infatti, scattare l'Opa obbligatoria. A volersi rafforzare in Banca di Roma vi sarebbero, comunque, anche i soci libici, che però non fanno parte del patto. La Banca di Roma si appresterebbe dunque a rigettare le proposte di Ops del San Paolo-Imi: e non v'è dubbio che il carattere "ostile" e "non consensuale" dell'operazione rappresenta, così come ha detto in Parlamento il governatore Antonio Fazio, un freno (seppure non un blocco) al nullaosta della Banca d'Italia, alla quale il consiglio del San Paolo-Imi ha chiesto, anche in questo caso in tempi brevi, una risposta definitiva chiara e circostanziata. Ma intanto l'intervento di Fazio, che ha rivendicato il ruolo di "arbitro" del risiko bancario, ha provocato la reazione del Tesoro: il ministro Carlo Azeglio Ciampi ha convocato per il 3 maggio il Cicr, il Comitato per il credito e il risparmio, proprio per discutere il riassetto del sistema del credito. In realtà, per quella data, i casi più delicati del momento, come l'Ops del San Paolo-Imi sulla Banca di Roma e quella dell'Unicredito sulla Comit, si saranno chiariti. Ma l'iniziativa di Ciampi resta comunque significativa. Il ministro ha chiesto infatti a Fazio, che fa parte del Cicr, di informare il comitato sullo stato dell'arte del riassetto bancario e sulla situazione normativa, che in tema di Opa e Ops di banche quotate vede la sovrapposizione della legge bancaria con la cosiddetta legge Draghi. Insomma, Fazio sarà anche l'arbitro delle alleanze bancarie, ma è pur sempre il Cicr (come rivendica Ciampi) ad avere l'"alta vigilanza" sul sistema creditizio.