Geronzi: "Banca Roma punta ad aggregazioni fra uguali"

La Repubblica

Nel cda entra governatore libico. "Offensiva l'Ops San Paolo"

ROMA - "L'Abn-Amro è il nostro partner e con questo istituto cresceremo. Puntiamo sempre a nuove aggregazioni, ma questa deve essere un'aggregazione fra uguali, che rispetti la dignità degli uomini e del nostro territorio. E che tenga conto che noi un partner estero già l'abbiamo, l'Abn-Amro". Il presidente della Banca di Roma Cesare Geronzi ha spiegato con queste parole le strategie future dell'istituto, dopo la fine delle trattative con Comit ("ci siamo incontrati solo il 13 dicembre ma è stato sufficiente a capire che l'operazione non era fattibile") e il ritiro dell'Opa San Paolo Imi ("era un'operazione offensiva per gli azionisti e i dipendenti, visto che la prospettiva era uno spostamento del centro direzionale della banca"). Parole che sembrano avvicinare all'identikit del possibile prossimo partner della banca il Monte Paschi (che non ha alleati esteri). Geronzi ha parlato nel corso dell'assemblea che ieri ha approvato il bilancio '98 chiuso con un utile netto di 653 miliardi, ha modificato il patto di sindacato a tre, formato adesso (dopo l'uscita di Eds) da Ente Cassa Roma (18%), Toro (8,5%) e Abn-Amro (8,75%), e ha rinnovato il cda (salito da 11 a 15 membri) nel quale sono entrati, in rappresentanza degli olandesi, Jan Marteen De Jong (nominato vicepresidente), Gilberto Gabrielli e Vittorio Ripa di Meana, e il governatore libico Taher Jehnimi. Il presidente ha anche annunciato che sarà la Paribas a curare la cartolarizzazione di crediti per circa 3.000 miliardi e che l'assemblea per il buy back del 10% del capitale slitterà.