"Banca Roma, piu' forti Abn Amro e Toro"

Corriere della Sera

Geronzi: abbiamo una squadra di azionisti compatta. I libici? Comprino sul mercato

ROMA - La Banca di Roma ha una squadra di azionisti "compatta" che vuole crescere nel capitale. Il presidente della banca capitolina, Cesare Geronzi, conferma cosi' l'intenzione espressa a suo tempo dal socio olandese Abn Amro di rafforzarsi e rivela che anche l'azionista assicurativo, la Toro del gruppo Fiat, punta ad aumentare la sua quota. Fuori dal "nocciolo duro", composto oltre che da Abn Amro e da Toro dall'Ente Cassa di Roma e unito da un patto di sindacato che scadra' nel dicembre 2000, c'e' poi il socio libico, la Lybian Arab Foreign Investment Company, che ha chiesto di raddoppiare la sua partecipazione (5%). "I libici hanno il mercato a disposizione per farlo. Ma per crescere nella Banca di Roma bisogna passare prima dalla Banca d'Italia", commenta Geronzi. Con alle spalle un team di azionisti presi da un vero "innamoramento", l'istituto capitolino resta "neutrale" alla grande sfida del mercato bancario Generali- Ina-San Paolo di Torino. La Banca di Roma e' azionista di Mediobanca (Geronzi siede nel consiglio di amministrazione dell'istituto di via Filodrammatici) e partecipa al pool di banche finanziatrici dell'Opas lanciata da Generali sull'Ina, ma questo "non significa che siamo schierati. La nostra banca e' neutrale, si limita a fare il suo mestiere che e' di prestare denaro", afferma Geronzi. Il quale coglie comunque l'occasione per esprimere la sua posizione sulla vicenda. "Sono contrario ai conflitti. Credo che le guerre non portino a nulla e ritengo che nella vicenda Generali-Ina ci sia tutto il tempo per trovare una soluzione concordata. Bisogna sperimentare tutte le strade possibili: se ci si siede intorno ad un tavolo di trattative, l'accordo si puo' ancora trovare". Geronzi tratteggia le strategie future della Banca di Roma, dove e' arrivato da due giorni come vicedirettore generale l'economista Alberto Giovannini, al termine della presentazione della nuova campagna pubblicitaria organizzata dalla Saatchi & Saatchi (17 miliardi di costo) per Romagest con il supporto di testimonial del mondo dello spettacolo (Maria Grazia Cucinotta) e dello sport (il pilota Eddie Irvine e i calciatori Gabriel Batistuta, Roberto Mancini, Francesco Totti, Luca Marchegiani e Luigi Di Biagio). La banca, secondo Geronzi, ha ottenuto una buona semestrale (i dati saranno approvati dal consiglio di amministrazione giovedi' prossimo) e crescera' assieme ai suoi azionisti. Per l'espansione all'estero seguira' le strategie dell'Abn Amro. Quanto all'interno partecipera' - anche qui al fianco di Abn Amro - al nucleo stabile della banca Antonveneta, alla quale ha ceduto lo scorso anno il controllo della Bna, andra' a vedere le carte della Banca del Salento che apre il suo capitale ad un partner forte, e forse entrera' in corsa per la privatizzazione del Mediocredito centrale, l'istituto presieduto da Gianfranco Imperatori che ha il controllo del Banco di Sicilia. "Per ora abbiamo presentato una manifestazione di interesse", dice glissando sulla possibilita' che l'operazione possa essere fatta in tandem col Monte dei Paschi. Del resto Geronzi non avvalora le ipotesi di un' alleanza tra la banca romana e quella senese. "Con il Monte le trattative non sono mai iniziate", afferma seccamente prima di smentire anche eventuali contatti con Banca Intesa. "Il credito - dice tuttavia come chiosa finale - e' un mondo in completa ricomposizione. Tutti guardano tutti e dappertutto".