"Banca Roma crescera' ancora"

Corriere della Sera

Geronzi: l'ingresso dell' Abn-Amro e' soltanto un primo passo Gabrielli: puntiamo sull'Italia. Nel mirino il controllo della Popolare

ROMA - Un nuovo socio prestigioso, la banca olandese Abn-Amro, che entra nel capitale pagando un prezzo dell'8% superiore al valore di Borsa delle azioni. La cessione alla Antonveneta, terzo attore di un'alleanza strategica, della controllata Bna. Con una doppia operazione la Banca di Roma si riposiziona sul mercato rilanciando le sue strategie di espansione. "Abbiamo chiuso l'operazione in dieci giorni", ha detto ieri Cesare Geronzi, presidente della Banca di Roma che e' soddisfatto e non lo nasconde. La rapidita' delle trattative e' uno dei suoi motivi di orgoglio. Anche perche' si contrappone alla "calma", piu' volte dimostrata dai manager della Comit, con cui da tempo procedono contatti per arrivare a un matrimonio. "Quando c'e' condivisione di obiettivi le cose si possono fare in breve tempo anche in Italia" aggiunge. Il rapporto con la Comit, però, per Geronzi non e' chiuso: "Non abbiamo ancora le dimensioni ottimali e la nostra strategia di crescita e' quella delle fusioni: in quest'ottica non abbiamo preclusioni, tanto meno verso la Comit, con la quale non avevamo trattative in esclusiva". Insomma, "non e' cambiato nulla", solo che ora la Banca di Roma si sente un partner piu' forte e piu' autonomo anche nei confronti di Mediobanca, sponsor dell'alleanza Roma - Milano ma solo spettatrice del blitz olandese: "Ho un grande rispetto per Enrico Cuccia e non ho mai litigato con lui. Certo abbiamo entrambi l'obiettivo di massimizzare la redditivita' e io auguro al dottor Cuccia, che e' molto piu' giovane della sua eta' anagrafica, di vedere realizzate le ambizioni che riguardano la sua azienda". Ma da altre parti arrivano segnali diversi: il presidente dell'Ente Cassa di risparmio di Roma, Emmanuele Emanuele, azionista di maggioranza di Bancaroma, a proposito di Comit ha detto che "l'esperienza insegna che i fidanzamenti lunghi non finiscono mai in buoni matrimoni. Preferisco trovare una fidanzata nuova". Il nuovo socio - "Si tratta di un ulteriore progresso verso un rafforzamento del nostro sistema creditizio", afferma il ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi commentando l'ingresso di Abn-Amro nel capitale della Banca di Roma con l'acquisizione di una partecipazione dell' 8,75% dall'Ente Cassa di Risparmio di Roma, la fondazione che rimane il maggiore azionista della banca. Gli olandesi pagheranno 1.288 miliardi, cioe' 2.750 lire per azione. Abn-Amro entra nel patto di sindacato, dal quale esce l'Eds che resta azionista col 2% . In tal modo il nucleo di soci forti della Banca di Roma risulta composto dall' Ente Cassa di Roma, che conserva il 18 % , dalla Toro con l'8,45% e dall'Abn-Amro con l'8,75%. Il patto di sindacato non viene pero' modificato (scadra' nel 2000) dato che il primo azionista mantiene la medesima quota di maggioranza assoluta e quindi non nascono gli obblighi di Opa (Offerta pubblica di acquisto) che sarebbero scattati (il patto detiene piu' del 30% del capitale) se si fosse trattato di una nuova intesa. Amro e Banca di Roma hanno anche posto le basi per un accordo commerciale sul risparmio gestito e sull'investment bank. La vendita della Bna. L'Abn-Amro ha fatto anche da tramite nella cessione alla Popolare Antoniana Veneta del pacchetto di controllo della Bna. L'istituto padovano ha acquisito un'opzione, valida fino al prossimo 31 dicembre, per il 50,30% delle azioni ordinarie e per il 48,73% delle privilegiate della Bna. La Banca di Roma incassera' 1.350 miliardi, con una plusvalenza di 320 miliardi. L'Antonveneta punta alla fusione con Bna entro il 2001 per trasformarsi in societa' per azioni. Abn-Amro punta ad acquisire una posizione di controllo dell'Antonveneta. "Abbiamo posto le premesse per far diventare l'Italia la nostra seconda casa", dice Gilberto Gabrielli, amministratore per l'Italia di Abn-Amro.