Cesare Geronzi
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Eurolat: assolto Geronzi, a Cragnotti 5 anni e mezzo

Il Sole 24 Ore - 30/10/2015

L'ex presidente del Banco di Roma, Cesare Geronzi è stato assolto dall'accusa di bancarotta nell'ambito del processo per l'operazione Eurolat, settore latte della Cirio. Lo hanno deciso i giudici del Tribunale di Roma che hanno, invece, condannato a 5 anni e mezzo, l'ex patron della Cirio, Sergio Cragnotti.

La Parmalat di Calisto Tanzi - secondo quanto emerge dalla sentenza - non fu costretta ad acquistare tra il 1999 e il 2000 “al prezzo incongruo” di 829 miliardi di vecchie lire, superiore di almeno 200 miliardi rispetto al valore effettivo, Eurolat, il ramo lattiero-caseario del gruppo Cirio.

Il collegio, infatti, ha ritenuto non provate le accuse, contestate dalla Procura, di concorso in estorsione e bancarotta ma ha considerato l'ex presidente della SS Lazio responsabile di un solo episodio: la distrazione di 64 miliardi di lire legati al cosiddetto “patto di non concorrenza” stipulato con Bombril Cirio International, somma compresa negli 829 miliardi pattuiti per portare a termine l'operazione finanziaria.

Il pm Paola Filippi aveva chiesto per Cesare Geronzi, ai tempi presidente dell'istituto di credito capitolino, e per Sergio Cragnotti, ex patron della Cirio, una condanna a 9 anni per il reato di concorso in bancarotta e 5 anni per altri componenti dell'allora cda della società.

La vicenda
Il “patto di non concorrenza” per questo affare prevedeva che Cirio e qualsiasi societa' ad essa collegata o controllata in modo diretto o indiretto dovessero astenersi per 5 anni, in quasi tutti i paesi del mondo, dall'intraprendere attivita' nel settore lattiero-caseario in concorrenza con la Divisione Latte acquisita da Parmalat.

Il Tribunale, in sostanza, ha ritenuto che questi 64 miliardi di lire, appunto il premio del “patto”, fossero soldi in più che non dovevano essere inseriti nel prezzo finale di 829 miliardi. «La principale tesi dell'accusa, secondo cui a Tanzi fu imposta l'operazione Eurolat perche' la Banca di Roma doveva in qualche modo rientrare dell'esposizione debitoria che Cirio aveva nei suoi confronti e' venuta meno», ha spiegato l'avvocato Cataldo Intrieri, difensore di Riccardo Bianchini Riccardi.

Commentando l'assoluzione del suo assistito, il penalista ha parlato «di terzo successo in altrettanti procedimenti penali, se contiamo anche quello di primo e secondo grado della bancarotta Cirio. La sentenza ci soddisfa ampiamente. Sono tredici anni che Bianchini Riccardi, avvocato molto quotato e impegnato in un grosso studio internazionale, fa i conti con queste vicende. Speriamo che l'incubo sia finito una volta per tutte».



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