D’Alema: sono grato al premier, ora però tocca alla politica

L'Unità

“Sono grato a Mario Monti come cittadino e come parlamentare”, ha gestito l’emergenza, ma la fase dell’emergenza si è conclusa e c’è bisogno della politica”.


“Sono grato a Mario Monti come cittadino e come parlamentare”, ha gestito l’emergenza, ma la fase dell’emergenza si è conclusa e c’è bisogno della politica”. Lo ha detto Massimo D’Alema intervenendo ieri alla presentazione del libro Confiteor di Cesare Geronzi. Riguardo ai dubbi sollevati da alcune parti sull’affidabilità del controsinistra dopo l’esperienza del governo Monti, D’Alema è stato netto: “Onestamente il centrisinistra ha avuto una politica dei conti pubblici estremamente rigorosa – ha spiegato – noi abbiamo governato con Ciampi e Padoa-Schioppa al Ministero dell’Economia, mica con Lotta Continua”. E ancora: “Ci candidiamo a guidare il Paese che fa tesoro del rigore europeo di Monti ma ci metteremo in più le idee della sinistra”, ha detto il presidente di Italianieuropei. Uno dei temi affrontati nel dibattito ha riguardato la questione del conflitto d’interessi. “Sono del tutto convinto che abbiamo bisogno di una normativa seria sul conflitto di interessi – ha sottolineato D’Alema – aggiungendo che non riguarda il caso isolato ma è “una questione di sistema”. D’Alema ha affermato di essersi sempre impegnato per arrivare a una regolamentazione “la leggenda sullo scambio, sull’inciucio, non ha nessun fondamento ma ha tenuto banco per anni”, ha aggiunto. Il presidente di Mediobanca, Enrico Cuccia “aveva una diffidenza pregiudiziale nei confronti di Berlusconi – ha raccontato D’Alema – e queste messe in guardia avrebbero dovuto essere considerate con più attenzione anche da chi parla”.

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