Le Generali sbarcano in Vietnam, via libera da Hanoi nel ramo Vita

Il Piccolo

Geronzi: riorganizzazione senza esuberi

TRIESTE. Generali ha ottenuto la licenza preliminare per «operare nel ramo vita in Vietnam»: Generali Vietnam life Insurance company, società detenuta al 100% dal Leone di Trieste, sarà operativa nei prossimi sei mesi «seguendo la tempistica stabilita dalle norme locali per portare a termine le attività propedeutiche al business assicurativo». La sede della compagnia sarà a Ho Chi Minh City, città nella quale Generali aveva aperto a fine 2009 un ufficio di rappresentanza. «Questa autorizzazione darà un ulteriore impulso alla nostra strategia di espansione nei Paesi ad alto potenziale di crescita», commenta l'amministratore delegato di Generali, Sergio Balbinot, che per l'occasione è stato ricevuto ad Hanoi dal Viceministro delle Finanze Tran Xuan Ha, alla presenza anche dell'Insurance Commissioner Trinh Thanh Hoan e dell'Ambasciatore italiano in Vietnam, Andrea Perugini. «L'economia vietnamita - spiega ancora - è seconda solo a quella cinese per crescita del Pil, ma con una spesa assicurativa vita pari ad appena lo 0,7% del prodotto interno lordo. Ci troviamo quindi in un mercato che offre grandi opportunità per l'industria assicurativa. Ci sono tutti i presupposti affinché Generali possa diventare un player importante in questo mercato». L'obiettivo posto dal governo vietnamita per il 2012 - si legge nella nota - è di triplicare la spesa assicurativa complessiva pro-capite, oggi pari a 16 dollari, aumentando la penetrazione dei premi assicurativi complessivi sul Pil al 4,2% dall'attuale 1,6%. Con il Vietnam saranno otto i mercati di operatività di Generali in Asia dopo Cina, Hong Kong, India, Filippine, Indonesia, Tailandia e Giappone. «Per l'esercizio in corso si profilano risultati interessanti che saranno valutati in modo approfondito», così il presidente Cesare Geronzi in visita alla sede di Mogliano Veneto della compagnia assicurativa. «Abbiamo bisogno, tutti, di accrescere e sviluppare ancora le nostre capacità e la nostra progettualità per un nuovo impulso all'attività della Compagnia, per porla in grado di irrobustire la sua forza competitiva. Stiamo curando - ha detto Geronzi - una revisione organizzativa (che non comporterà esuberi, ha precisato) che mira proprio a valorizzare il ricco patrimonio di risorse umane, a migliorare l'efficienza, ad accelerare le procedure decisionali nell'interesse, innanzitutto, della nostra clientela, a cominciare dalla contrazione dei tempi di risposta. A breve valuteremo i primi risultati dell'analisi e inizieremo a progettare le conseguenze in termini di organizzazione funzionale. Dovremo far leva - ha proseguito - su innovazioni in materia di tutela del risparmio - ora che con i postumi della crisi il tema della gestione del rischio è divenuto cruciale - e su di un ulteriore miglioramento dei rapporti con l'utenza negli altri pur importanti rami dell'assicurazione». Geronzi ha anche annunciato che al prossimo Consiglio di amministrazione sarà modificato lo statuto della Fondazione Generali ”per rilanciarne l'attività (con un Comitato Scientifico di livello) in modo che possa dare un contributo anche nel campo della ricerca”.