Generali, performance sopra le attese

Il Messaggero

Utile a settembre di 1.313 miliardi (+ 46,8%). Geronzi presidente della fondazione

ROMA - Generali meglio delle aspettative. Nei primi nove mesi il Leone realizza un utile di l,313 miliardi, in crescita del 46,8%, ben oltre il consensus degli analisti (+44%). E’ stata la spinta del ramo vita in aumento dell’8% a 37,8 miliardi, il miglioramento dei margini finanziari, e l’attenzione costante all’efficientamento operativo, a consentire la performance di periodo, nella quale spicca l’andamento del terzo trimestre, il migliore dall’inizio della crisi: 440 milioni, con un inercemento del 12,7%. Ieri il consiglio presieduto da Cesare Geronzi, riunitosi a Roma ha approvalo i conti al 30 settembre, oltre alla procedura sulle parti correlate e il rilancio della fondazione Generali attraverso nuovi organi: alla presidenza è stato nominato Geronzi. Con queste premesse Trieste stima per l’intero esercizio 2010 un utile operativo nella “fascia alta” dell’obiettivo compreso tra 3,6 e 4,2 miliardi di euro, ha spiegato agli analisti il direttore generale e cfo Raffaele Agrusti, quindi “più vicino a 4,2 miliardi”. L’utile operativo dei nove mesi è stato di 3,2 miliardi di euro e quello del terzo trimestre di 976 milioni. Riguardo la produzione grazie al modello distributivo e alla diversificazione territoriale è stata raggiunta un’ottima raccolta nei mercati core e in quelli emergenti con premi lordi complessivi a 53,8 miliardi (+5,8%). Nel vita i premi salgono a 37,3 miliardi (+8%) con aumenti in Italia, Germania, Asia. “La performance nel vita è stata molto soddisfacente in volumi e redditività grazie alla forte crescita dei flussi netti e al miglioramento del risultato degli investimenti”, ha sottolineato Agrusti, dicendosi “fiducioso che la profittabilità sarà preservata anche nel contesto di Solvency 2, grazie al mix del portafoglio e all’allocazione degli asset”. Buona la qualità della raccolta dimostrata dall’incremento della nuova produzione in termini di “ape” (+6,1%). Nonostante il contesto macroeconomico, saliti dell’1% i danni a 16,6 miliardi, per effetto del terzo trimestre (+1,7%). Il risultato operativo complessivo di 3,189 miliardi (+11,4%) è stato conseguito grazie all’andamento del vita (+25,1%), sulla scia dell’effetto dei volumi, della performance finanziaria e dal calo dei tassi. La redditività di periodo ha beneficiato dell’efficientamento del gruppo. L’expense ratio (l’indicazione percentuale delle commissioni di gestione e dei costi fissi sul patrimonio) è migliorato dal 15,7% al 15,4% per il calo del peso delle spese amministrative sui premi. La previsione futura (outlook) punta su un rafforzamento della crescita della raccolta conseguente al buon andamento del business non auto e della ripresa del ramo auto. Si prevede una raccolta in aumento nel vita e infine una crescita dei margini operativi del gruppo e del risultato netto rispetto al 2009. L’andamento dei primi nove mesi mostra che “anche nella peggiore crisi dalla Seconda Guerra Mondiale – ha spiegato Agrusti – il gruppo è riuscito a crescere molto bene grazie da un lato alla solidità del modello di business basato su una distribuzione multi-canale supportata da una forte rete di agenti e anche grazie alla fiducia che i clienti hanno mostrato in questi difficili tempi”. Riguardo alla remunerazione del capitale investito “penso che il gruppo non cambierà la politica di dividendo 2011 rispetto ai risultati del 2010”. Sul piano patrimoniale, pur in presenza di un contesto volatile, aumenta ancora il patrimonio del 9,3% a 18,2 miliardi. L’indice di Solvency I migliora del 150% rispetto al 2009. Il cda ha recepito le norme Consob sulle parti correlate con la nomina di un nuovo comitato formato da cinque membri indipendenti che fra l’altro, si occuperanno con potere vincolante, delle operazioni poste in essere anche dalle controllate: per il momento è composto da Alessandro Pedersoli, Angelo Miglietta, Carlo Carraro, in seguito saranno indicati altri due consiglieri. Infine rilanciata la Fondazione Generali per il sostegno e la promozione di iniziative sociali. Presieduta da Geronzi ne fanno parte Agrusti, Sergio Balbinot, Giovanni Perissinotto, Attilio Invernizzi, Angelo De Mattia. Geronzi ha auspicato che la fondazione, nel rispetto della compatibilità di bilancio, svolga un ruolo di primo piano nel campo degli enti di utilità sociali e nella ricerca. In borsa il titolo ha chiuso a 15,49 euro (-2,58%).
r.dim.