Generali, balzo degli utili grazie al ramo Vita

Il Piccolo

Bene la Germania e l’Italia. La politica dei dividendi non cambia. Le alluvioni pesano sull’Est

TRIESTE. Le Generali nei primi nove mesi dell’anno hanno piazzato un utile di 1.313 milioni, in crescita del 46,8% e già superiore al risultato netto dell’intero 2009 (1.309 milioni). Un esito migliore di quello atteso dagli analisti, che avevano previsto in media un utile a 1.293 milioni, spinto dal ramo Vita. Il gruppo guidato dal Ceo Giovanni Perissinotto con l’ad Sergio Balbinot definisce il risultato del terzo trimestre in particolare come “il migliore dall’inizio della crisi finanziaria”, con un utile in crescita del 12,7% a quota 440 milioni di euro.
Nei primi nove mesi le Generali del presidente Geronzi hanno raccolto 53,8 miliardi di premi (+5,8%) grazie a un aumento dell’8% del ramo Vita che continua a dare segni di risveglio a 37,3 miliardi grazie anche alla forte raccolta delle polizze a premio unico in Francia e alla crescita in Italia. I rami danni a quota 16,6 miliardi (+1%) continuano però a risentire dello “sfavorevole contesto macroeconomico” nonché del peso delle catastrofi naturali: sensibile l’impatto delle alluvioni nell’Este Europa (120 milioni) che per questo ha ridimensionato la crescita. Il titolo del Leone, che negli ultimi giorni ha fatto meglio dell’indice, ha ceduto il 2,58% soprattutto per effetto di un clima negativo sui titoli assicurativi e finanziari a causa dei nuovi timori sui conti pubblici di Irlanda, Spagna e Portogallo.
Il combined ratio (il rapporto fra i risarcimenti pagati e i premi incassati) è stato pari al 98,8% rispetto al 97,9% di un anno prima. Un risultato che beneficia del “buon andamento” del ramo vita, del “miglioramento dei margini finanziari” e del “continuo focus sull’efficientamento operativo”. Inevitabilmente, a causa dello scenario finanziario, il ramo Vita – si sottolinea a Trieste – dovrebbe continuare a crescere ma “con ritmi inferiori a quelli registrati nella prima parte dell’anno”. Il direttore della Finanza Raffaele Agrusti (la sua conference call con gli analisti è slittata di mezz’ora per “problemi tecnici”) ha detto che le Generali sono state capaci di crescere “molto bene” anche “durante la più forte crisi dalla seconda guerra mondiale”. Il gruppo si attente un risultato finale nel 2010 “più vicino alla cifra di 4,2 miliardi”. La politica dei dividendi così “non cambierà”.  Generali aveva distribuito agli azionisti per l’esercizio 2009 una cedola in contanti di 0,35 euro per azione.
Di fatto il risultato operativo complessivo è in crescita dell’11,4% a 3,18 miliardi di euro grazie all’andamento del segmento vita (+25,1%) nonostante la volatilità dei mercati finanziari. Un risultato “sensibilmente condizionato” nei Paesi dell’Europa centro-orientale dalle alluvioni che hanno colpito il Paese dell’area a maggio ed agosto.
Il patrimonio netto sale a 18,2 miliardi di euro (+9,3%). L’indice di Solvency 1 migliora al 150%, dal 142% di fine 2009. L’Italia ha contribuito alla raccolta premi con 14,48 miliardi (+10%), pari al 27% del totale. La Germania si posiziona al secondo posto per importanza nel gruppo, con un aumento dell’utile operativo del 31% a 540 milioni (262 milioni nel vita e 239 nei danni) e premi per 12,4 miliardi (+ 9,4%), davanti alla Francia che ha visto un aumento del risultato operativo dell’1% a 513 milioni e premi in calo del 9% a 11,7 miliardi. L’Europa orientale ha invece totalizzato una raccolta di 2,9 miliardi, in flessione del 2,2%, con una contrazione del 48% dell’utile operativo a 269 milioni (da 516 milioni un anno prima). Il costo delle alluvioni in Italia a Nordest, secondo le prime stime, è stato di 10 milioni.