Crac Italcase, in appello assolti Geronzi e Colaninno

La Repubblica

In primo grado erano stati condannati per bancarotta con i vertici delle banche creditrici

Milano - Le banche non hanno concorso alla bancarotta del gruppo Italcase-Bagaglino. Assolti tutti i banchieri e gli amministratori che allora sedevano nel consiglio di Banca di Roma, Banca Agricola Mantovana e Monte dei Paschi. La sentenza di secondo grado del processo per il fallimento del gruppo immobiliare e turistico guidato dalla famiglia Bertelli, ha ribaltato il primo verdetto dei giudici. Dei 60 condannati, si è scesi a 13. Per gli istituti di credito e i loro rappresentanti, l'accusa di bancarotta preferenziale è caduta "perchè il fatto non sussiste" e quella di bancarotta semplice "per non aver commesso il fatto".
Le nuove pene inflitte ieri dalla Corte d'Appello di Brescia hanno colpito solo Mario Bertelli, condannato non più a 13 ma a 8 anni, il fratello Giancarlo (3 anni e 6 mesi) e chi collaborava con loro, i consiglieri e i sindaci. Assolti tutti i nomi altisonanti della finanza italiana: il presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi, il numero uno della Popolare di Vicenza, Divo Gronchi, il fondatore dell'omonimo gruppo industriale, Steno Marcegaglia, l'ex numero due di Unipol, Ivano Sacchetti, e l'ex presidente dei Paschi di Siena, Pierluigi Fabrizi.
I giudici Enzo Platè (presidente), Claudio Mazza e Carlo Zazza hanno di fatto ribaltato la sentenza di primo grado e le tesi del sostituto procuratore Silvio Bonardi, che aveva sempre sostenuto la complicità delle banche. Per l'accusa, l'intervento in pool degli istituti di credito, avvenuto nel luglio del 1998, aggravò di oltre 198 miliardi di lire il crac di Italcase (che alla fine risultò essere di 1.015 miliardi) e lo ritardò di ben due anni (2000). Le banche sapevano del dissesto e nonostante questo avrebbero avviato un piano di ristrutturazione del gruppo che in realtà era una vera e propria liquidazione, da gestire attraverso consulenti (la Lab) e amministratori compiacenti a favore delle stesse banche e a danno degli altri creditori. Questa ricostruzione, però, non ha resistito in Appello e i banchieri sono stati assolti.
"Finalmente è stata fatta giustizia, era una cosa assurda. Ma per fortuna, qualche volta, c'è qualcuno che ragiona" ha commentato il professore Francesco Vassalli, difensore di Cesare Geronzi, in primo grado condannato a un anno e otto mesi. E ha rintuzzato la dose il difensore di Roberto Colaninno, allora consigliere della Banca Agricola Mantovana. "Finalmente è stato chiarito tutto. Era evidente fin dall'inizio che gli amministratori senza delega non dovevano rispondere di quei fatti. La corte lo ha riconosciuto" ha dichiarato l'avvocato Cesare Zaccone.

Walter Galbiati