Via libera a Unicredit-Capitalia nasce il secondo gruppo europeo

La Repubblica

Le assemblee volano a largo consenso la nascita del gruppo bancario da 100 miliardi di capitalizzazione.

GENOVA - Le assemblee votano a largo consenso la nascita del gruppo bancario da 100 miliardi di capitalizzazione. A dire il vero i miliardi sono poco più di 80 dopo i ribassi di luglio, ma si tratta pur sempre della seconda banca europea, prima nell'area euro. A Genova, dove per l'ultima volta Unicredit riuniva i soci - dopo l'incorporazione di Capitalia la sede legale passerà a Roma - ha votato a favore il 99% dei presenti (42,6% delle azioni ordinarie). A Roma, poco prima, un copione simile: presente il 45,6% del capitale (per il 31% costituito dal patto di sindacato), ha accettato l' operazione l'89%, mentre un 11%, costituito per metà da fondi e per metà dalla Fondazione Cassa di Roma, s' è astenuto. «Sono soddisfatto per l' esito delle assemblee - ha detto Profumo alla conclusione dei lavori - non mi aspettavo il voto positivo di un altro 9% degli azionisti romani oltre al patto, significa che apprezzano l'integrazione». Si tratta anche di una prima delimitazione del diritto di recesso, garantito ai soci Capitalia per via del tetto di voto al 5% presente nello statuto Unicredit. Un diritto che può creare problemi, visto che la caduta dei mercati rende al momento conveniente chiedere i 7,015 euro in contanti ed eventualmente ricomprarsi Capitalia in Borsa, dove ieri valeva 6,78 euro dopo un ribasso dello 0,15%. Unicredit invece ha segnato il passo a 6,08 euro. Solo verso il 17 agosto, e subordinatamente all'andamento dei due titoli, si saprà quanti soci Capitalia preferiscono essere liquidati cash. Dato che il voto positivo in assemblea esclude l'ipotesi, è rimasto un teorico 59% circa a dover scegliere. Unicredit ha in agenda un cda il 18 settembre, per valutare se pagare i recessi o, più probabilmente, far cadere il tetto di voto che li genera. «Per ora non abbiamo valutato alcuna soglia, nel caso di recessi che pregiudichino il patrimonio di Capitalia valuteremo se convocare l'assemblea per eliminare il limite di voto - ha detto Profumo, aggiungendo che tale ipotesi «non fa scattare il diritto di recesso per i soci Unicredit, perché si tratta di una valenza limitativa che nasceva da una legge speciale per le società privatizzate». Anche a Roma, dove il passaggio assembleare poteva essere più insidioso, l'esito del voto è stato bulgaro «é la migliora aggregazione fatta nel nostro paese, per noi è un sogno che si realizza», ha detto il presidente Cesare Geronzi, che ha lasciato la poltrona di vice a Berardino Libonati per dedicarsi alla presidenza di Mediobanca. «Abbiamo costruito la grande banca del centro sud e l'abbiamo fatta confluire con una grande banca del nord. Siamo stati gli unici a conseguire questo obiettivo». Da domani la fusione tra il secondo e il terzo istituto italiano produrrà i primi frutti anche per la clientela, che potrà prelevare contanti agli sportelli Bancomat dei due istituti senza commissioni o spese. Il 3 agosto invece tornerà a riunirsi il cda Unicredit, per l'esame della seconda trimestrale, che il mercato attende in netta crescita. Anche sulla base di questi numeri ieri Profumo ha confermato che anche senza Capitalia il suo gruppo dovrebbe battere l'obiettivo di utile per azione 2007 (0,56 euro). E già da venerdi nel consiglio Unicredit entreranno Salvatore Ligresti, Salvatore Mancuso Berardino Libonati, Donato Fontanesi, espressi da Capitalia.