Unicredit-Capitalia via libera alle nozze

La Sicilia

Via libera alle nozze Unicredit-Capitalia

ROMA - Via libera alle nozze Unicredit-Capitalia. Lo hanno dato le assemblee delle due banche che hanno approvato la fusione per incorporazione rispettivamente con il 99% dei voti favorevoli alla presenza del 42% del capitale e con l'88,91% dei voti favorevoli per il 45.6% del capitale (la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma si è astenuta).
Si tratta di una decisione annunciata in seguito a quello che i vertici di Crr ritengono un coinvolgimento solo parziale durante la trattativa tra i numeri uno dei due istituti Alessandro Profumo e Cesare Geronzi. La fusione per incorporazione tra Unicredit e Capitalia «è la migliore operazione del nostro paese» ha sottolineato Geronzi davanti all'assemblea degli azionisti che si è svolta all'Eur. «Non è un sogno che svanisce, ma che si realizza» ha aggiunto smentendo l'eventualità di un ridimensionamento della banca romana nel Centro-sud.
A questo proposito Geronzi ha ricordato che la trattativa con Unicredit si è concentrata sul principio della entità territoriale in base al quale «Banca di Roma governerà il credito dalla Toscana in giù con 1.600 sportelli» e sarà mantenuta l'identità del Banco di Sicilia».
Il cda ha inoltre deliberato l'assegnazione a Geronzi di un premio di 20 milioni di euro alla carriera «per il fondamentale contributo allo sviluppo del gruppo» ha spiegato il direttore generale Carmine Lavanda. Sempre ieri, ma a Genova, l'ultima assemblea dei soci di Unicredit ha approvato l'integrazione su cui l'Antitrust ha aperto un fascicolo per valutare i rischi di una posizione dominante e gli intrecci azionari tra Mediobanca e Generali. «Questa fusione ci consentirà una presenza più forte in Italia» ha commentato l'ad Alessandro Profumo. Tra i temi delicati c'è anche quello del personale. Complessivamente si stimano circa 3mila esuberi nel corso dei prossimi tre anni: 1.500 nel 2008 e 750 per ogni anno successivo. Le cifre non sono state confermate dai due istituti che restano in attesa del nuovo piano industriale per quantificare le eccedenze di organico.
«Non vediamo problemi al riguardo» ha rassicurato Alessandro Profumo che prevede un turn over naturale di circa 1.500 persone all'anno (ma a definire la questione sarà il tavolo di confronto già avviato con i sindacati). Chiusa la fase delle acquisizioni Unicredit punta sulla crescita organica e sulle sinergie che potrebbero essere superiori rispetto agli 1,2 miliardi previsti in tre anni. «Potremmo anche fare meglio» ha annunciato Profumo che ha definito «corretto per i nostri azionisti» il concambio pari ad 1,12 azioni Unicredit per una azione Capitalia.