Doppia presidenza per Geronzi

Milano Finanza

Marchetti lascia per dedicarsi a Rcs. Il nuovo accordo parasociale avrà durata biennale. Cade la put in mano a Bollorè e soci. Pronta la lista per il supervisory board e UniCredit schiera Bertazzoni al posto di Profumo

Il nuovo corso di Mediobanca parte con l'ennesimo colpo di scena. Dopo la decisione di Alessandro Profumo di non entrare nel prossimo consiglio di sorveglianza di piazzetta Cuccia, anche a fronte «degli orientamenti che appaiono emergere dall'Autorità Antitrust», ieri i grandi soci della merchant bank milanese hanno incoronato ufficialmente Cesare Geronzi, indicandolo sia per la presidenza del supervisory board sia per la guida del patto di sindacato al posto di Piergaetano Marchetti. Il giurista milanese, che dal settembre 2001 presiede il patto di Mediobanca, avendone curato nel tempo le modifiche alla governance, ha infatti deciso di dedicarsi «esclusivamente all'impegno di garantire autonomia, equilibrio, sviluppo e autorevolezza di Rcs», società di cui è presidente.
Il passo indietro di Marchetti, che di recente è uscito anche dal cda delle Generali, e l'adozione della governance duale, «che prevede la netta separazione tra azionisti e management», hanno così reso possibile il doppio incarico per Geronzi. Una designazione presa all ' unanimità , così come quella a presidente del consiglio di sorveglianza. «Il dottor Geronzi era particolarmente adatto in virtù della sua esperienza nel settore bancario e della sua conoscenza di Mediobanca. Credo che sia per questo che è stato eletto all'unanimità», ha commentato Vincent Bollorè al termine dell' assemblea del patto di piazzetta Cuccia. Rivisto il patto, scadrà nel 2009. Ieri l'assemblea del sindacato di Mediobanca ha anche approvato alcune modifiche all'accordo connesse all'introduzione del sistema dualistico di governance. Il patto riscritto che avrà efficacia dal primo luglio prossimo avrà durata biennale, anziché triennale, e scadrà il 31 dicembre 2009.
Il quorum per le delibere assembleari sarà pari ai due terzi di tutte le azioni sindacate. Rispetto alla versione attualmente in vigore i soci del gruppo C (investitori esteri), non avranno più il diritto di vendere (put) le proprie azioni agli altri pattisti, anche se tali delibere sono state approvate senza il loro assenso. Un sostanziale passo indietro degli azionisti riuniti intomo a Bollorè, considerando anche che il gruppo C non intende crescere oltre l'attuale l'1% e che dunque non avrà alcun potere di veto all'interno del patto. A questo proposito Bollorè si è comunque detto tranquillo, sottolineando di avere «fiducia in UniCredit, Profumo e Geronzi ». piazza Cordusio e via Minghetti hanno infatti confermato l'impegno a dismettere la quota eccedente il 9,39% di Mediobanca. Il collocamento sarà curato dalla stessa piazzetta Cuccia, che otterrà uno specifico mandato con scadenza al 31 dicembre 2009. Mediobanca potrà procedere alla cessione della quota solo «all'avveramento delle condizioni cui è subordinata la stipula dell 'atto di fusione» tra UniCredit e Capitalia. Le due banche si sono comunque impegnate a far sì che, nel caso in cui entro 15 giorni dalla data di efficacia del merger la partecipazione «non fosse integralmente dismessa», UniCredit non eserciti il diritto di voto nell' assemblea del patto di sindacato per la quota eccedente.
Pronta la lista per l'assemblea Il patto di sindacato di Mediobanca ha inoltre stilato la lista di 21 candidati per il consiglio di sorveglianza. Il gruppo A (soci bancari) ha avuto diritto a designare sei candidati. Oltre a Geronzi, nella lista ci sono il presidente di UniCredit, Dieter Rampi, il vicepresidente Fabrizio Palenzona e l'imprenditore, consigliere di piazza Cordusio, Roberto Bertazzoni. Gli altri due esponenti del gruppo A sono Ennio Doris (Mediolanum) e Erik Strutz (Commerzbank). In rappresentanza del gruppo B (altri partecipanti) ci saranno Giancarlo Cerutti, Pietro Ferrerò, Marco Tronchetti Provera, Carlo Pesenti, Jonella Ligresti e Gilberto Benetton. Confermati i quattro rappresentanti del gruppo C: Bollore, Antoine Bernheim, Jean Azema e Tarak Ben Ammar.
Cinque invece i posti riservati ai revisori dei conti. Per quanto riguarda gli azionisti fuori dal patto, che avranno diritto a presentare una propria lista, ieri ambienti vicini alla Fininvest ha fatto sapere che il Biscione non intende presentare propri candidati di minoranza.