Cirio, Geronzi interrogato a Milano. I legali: estraneo ai fatti

Corriere della Sera

Sentito per 2 ore sul collocamento dei prestiti. Gli avvocati Calvi e Vassalli: ipotesi di reato insussistenti. Per più di due ore il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, ha risposto ieri alle domande dei pm milanesi che indagano sul collocamento dei bond Cirio.

Per più di due ore il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, ha risposto ieri alle domande dei pm milanesi che indagano sul collocamento dei bond Cirio. Geronzi è indagato per truffa nell'inchiesta scaturita da una serie di denunce di piccoli risparmiatori sulle modalità con cui, tra il maggio 2000 e l'estate 2002, furono collocati sul mercato prestiti obbligazionari del gruppo agroalimentare (fallito) che faceva capo a Sergio Cragnotti.
Per questa vicenda, il registro degli indagati della procura contempla nomi del gotha bancario. Come quello dell'amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera (anche se la contestazione di truffa è collocata all'aprile 2002 quando il manager si era appena insediato alla guida dell'istituto, che peraltro già da un anno non collocava bond Cino). Ci sono poi i manager della banca d'affari Jp Morgan Chase Guido Tugnoli e oltre ovviamente a Sergio Cragnotti, a suo genero Filippo Fucile e al suo avvocato Riccardo Bianchini Riccardi. Geronzi è stato interrogato con grande riservatezza nell'ufficio del procuratore capo, Manlio Minale, dai sostituti Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta. Un atto che precede la chiusura delle indagini la quale potrebbe avvenire già nelle prossime settimane quando i pm dovranno decidere se archiviare o meno le accuse. «Nell'incontro tra il presidente di Capitalia e i magistrati di Milano che stanno indagando sul collocamento dei bond Cirio è stato ribadito quanto già dichiarato alla Procura di Roma ove si procede per gli stessi fatti» hanno dichiarato i legali di Geronzi, gli avvocati Guido Calvi e Francesco Vassalli in un comunicato diffuso in serata.
I legali hanno quindi precisato che «in ogni caso è stata riconfermata la totale estraneità del Presidente di Capitalia ai fatti contestatigli e l'insussistenza di ogni ipotesi di reato». Nei giorni scorsi, la procura di Roma ha chiuso la propria indagine sul crack Cirio contestando 22 imputazioni ai 45 indagati (tra cui Geronzi) e a una società di revisione, la Deloitte&Touche. Le accuse ipotizzate dai pm Achille Toro, Tiziana Cugini, Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis vanno dalla bancarotta per distrazione, documentale, preferenziale e patrimoniale, alla truffa. Sono circa 16 mila le parti lese, quasi tutti obbligazionisti, in un'inchiesta giudiziaria partita nell'estate 2003 dopo il mancato rimborso di un bond Cirio da 150 milioni di euro