Capitalia, cresce il dividendo

Il Tempo

Il nuovo corso di via Minghetti: l’istituto distribuirà un valore «non simbolico». Dopo anni di scarse soddisfazioni, torna il premio per gli azionisti.

A gettare il sasso è stato l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe. «Il prossimo dividendo pagato agli azionisti – ha detto - non sarà simbolico». Una promessa che ha dentro almeno due grandi significati. Il primo è che il gruppo bancario rispetterà l’impegno di creare valore da distribuire al mercato, invertendo la prassi che per anni ha sacrificato gli azionisti. Mentre il secondo è che Capitalia sta marciando bene, recuperando redditività e ripianando i buchi lasciati aperti da alcuni grandi gruppi falliti (come Cirio e Parmalat) o in forte crisi (un caso per tutti, le linee di credito aperte con il mondo del pallone).
A decidere quanto remunerare gli azionisti sarà tra breve  il consiglio di amministrazione, guidato da Cesare Geronzi. Ma l’impegno di Arpe è un segnale chiaro, che tra l’altro fa il paio con la decisione di anticipare a febbraio la presentazione dei risultati del 2004. In questo modo, l'assemblea che presumibilmente si terrà a marzo potrà dare il via libera al bilancio già nel primo trimestre di quest'anno. Ma perché questo gioco d'anticipo rispetto all'anno scorso nel chiudere e i conti? La risposta l'ha data lo stesso Arpe, spiegando che in questo modo Capitalla si allinea agli standard di mercati più evoluti.
Il dividendo in arrivo è dunque una soddisfazione in più per gli azionisti del gruppo capitolino. Accanto a questo, infatti, chi ha scommesso sulla banca romana ha centrato uno dei migliori risultati di Borsa dell’anno appena trascorso. Capitalia, infatti, si è piazzata tra le migliori blue chip, con un incremento di valore superiore al 45%.
Buoni risultati che fanno da scenario a un ulteriore sviluppo. Se ne saprà di più entro l’estate, quando il Cda andrà ad approvare il nuovo piano industriale. Capitalia però è ormai al centro di molte delle grandi partite a aperte sui grandi fronti dell’economia nazionale. Dal riassetto di Mediobanca e Rcs alla partita in corso sull'Impregilo, Capitalia è tornata tra i protagonisti della finanza che conta. E c’è chi scommette che la banca di Geronzi non sia del tutto indifferente anche all’altra grande partita che si sta giocando a Roma, per il controllo della Banca nazionale del lavoro. Tutte operazioni che lasciano intravedere per l'istituto di via Minghetti un anno sotto i riflettori anche a Piazza Affari.