Capitalia scende in campo nella partita Antonveneta

la Repubblica

Il cda Abn risponde a Fazio e avvia l’esame dell’Opa. Geronzi prepara l’aumento di capitale per unirsi all’iniziativa degli olandesi. Il governatore ha chiesto una serie di dettagli relativi all’offerta di Amsterdam.

Abn Amro sempre più vicina all'Opa su Antonveneta. Da sola o più probabilmente in compagnia di Capitalia. È stata una giornata campale, quella di ieri, per il board della banca olandese che si è riunito ad Amsterdam ma che per diverse ore è rimasto in collegamento con i consulenti legali italiani. In primis il professor Guido Rossi, per sviscerare tutti i problemi legati al lancio della prima Opa bancaria transfrontaliera. Sul tavolo del board c'era la lettera che lunedì scorso Antonio Fazio ha fatto pervenire agli olandesi in risposta alla documentazione preliminare ricevuta dalla Banca d'Italia il martedì precedente. E la lettera, a quanto si è appreso da fonti qualificate, non conteneva soltanto un richiamo alla sana e prudente gestione ma domande specifiche su alcuni punti riguardanti I'Opa. Così il cda e i legali di Abn Amro hanno preferito rispondere subito alle questioni poste da Antonio Fazio in modo da non incappare in alcuna trappola procedurale che possa ostacolare il percorso dell’Opa. Nella serata di ieri le risposte sono state inviate a Fazio e il consiglio si è riaggiornato, ma sostanzialmente è rimasto aperto. Se non vi saranno ulteriori rilievi da parte di Bankitalia nelle prossime ore (o al massimo giorni) verrà depositato il prospetto informativo in Consob e il documento finale per I'autorizzazione di Banca d'Italia.
I vertici di Abn Amro sono poi in costante collegamento con il presidente di Capitalia Cesare Geronzi per studiare la possibilità di un'offerta congiunta che potrebbe partire anche dall'istituto romano se il muro eretto da Bankitalia fosse giudicato inviolabile da una banca straniera. A questo scopo in via Minghetti da diversi giorni si stanno elaborando le modalità di un eventuale aumento dl capitale di importo rilevante da proporre al mercato. La finalità è comunque quella di arrivare in un secondo tempo alla fusione tra Capitalia e Antonveneta, vale a dire l’operazione che era stata studiata da Francesco Spinelli e Cesare Geronzi sul finire dell'estate scorsa. Il progetto si arenò per l'opposizione del governatore a far dire gli olandesi fino al 20% del nuovo aggregato. Fazio a quel punto preferì mandare allo sbaraglio Gianpiero Fiorani, l’amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, che insieme ad amici e alleati ha cominciato a rastrellare in Borsa azioni della Banca Antonveneta. Da quel momento i rapporti di lunga data tra Fazio e Geronzi si sono incrinati, tanto che in queste ore il presidente di Capitalia sta tornando alla carica con il suo progetto e al fianco degli olandesi Anzi, lo schema allo studio in questi giorni prevede che Abn Amro, già azionista di Capitalia con il 9%, sottoscriva la sua parte di aumento di capitale e forse anche di più per poi ridiscendere in seguito alla fusione intorno al 15% senza dover incappare nelle maglie dell'autorizzazione di Bankitalia.
Intanto a Padova ieri il cda si è riunito per approvare i conti relativi all'esercizio 2004, che si è chiuso con un utile netto consolidato di 282,7 milioni di euro rispetto alla perdita di 842.6 milioni del 2003. L'assemblea che dovrà rinnovare il consiglio è stata convocata per il 30 aprile in prima convocazione e per il 14 maggio in seconda (dividendo proposto di 0,45 euro per azione). «Se ci verranno presentate delle proposte le valuteremo, ma fino a questo momento zero» , ha detto il presidente dell'istituto Tommaso Cartone, a proposito delle ipotesi di Opa sulla banca padovana. A breve dovrebbero essere ufficializzati i mandati a Mediobanca, Morgan Stanley e Goldman Sachs per tutelare gli interessi della banca in caso di Opa.