Geronzi: il ruolo di Bankitalia è fondamentale

Il Sole24Ore

«Garantire la stabilità del sistema». Cesare Geronzi difende il ruolo di Bankitalia, ribadisce la necessità di difendere l’Italia dall'assalto delle banche estere, si dichiara favorevole alla presenza delle imprese nel capitale delle aziende di credito

«Garantire la stabilità del sistema». Cesare Geronzi difende il ruolo di Bankitalia, ribadisce la necessità di difendere l’Italia dall'assalto delle banche estere, si dichiara favorevole alla presenza delle imprese nel capitale delle aziende di credito, auspica un intervento forte delle istituzioni internazionali per costringere l'Argentina a onorare i titoli emessi. E non rivendica spazi più importanti in Mediobanca.
Il presidente di Capitalia ospite venerdì sera a Firenze di Progetto città, l’organizzazione guidata da Andrea Ceccherini, ha parlato di «fragilità strutturale del mercato bancario italiano». Dicendosi d'accordo sulle scelte del Governatore. «Il nostro è il mercato più debole e attaccabile d’Europa, ed è anche il più aperto – ha sottolineato -. Basta vedere le quote possedute da gruppi stranieri nelle nostre principali banche. La verità è che all’estero non è possibile avvicinarsi senza provocare reazioni difensive – ha continuato – e dunque è giusto che in casa nostra ci siano regole per non perdere il governo decisionale delle banche italiane». Geronzi s'è poi dichiarato favorevole alla presenza delle imprese nel capitale delle aziende di credito. «Il controllo delle fondazioni evoca retaggi politici, i fondi pensione non esistono, i capitali stranieri devono essere arginati: chi dovrebbe investire nelle banche se non le imprese? Ha spiegato-. Per eventuali conflitti d'interesse c’è il Testo unico del credito e non credo che casi come Parmalat o Cirio possano indurre a considerazioni diverse. Si è trattato infatti di vicende dove la  carenza è stata nei controlli societari e le banche hanno finito per essere vittime come i risparmiatori – ha aggiunto -. Capitalia non ha emesso un solo bond Parmalat e appena due di Cirio, insieme a JP Morgan e Unicredito: in tutto 12 milioni appena sono finiti ai nostri clienti, che abbiamo interamente rimborsato, anche se i bond erano stati acquistati in un'altra banca».
Per il presidente di Capitalia la comunità internazionale dovrebbe invece intervenire con determinazione nell'affare dei Tango-bond. «È inaccettabile che uno Stato sovrano non onori la propria firma - ha commentato - ed è ugualmente grave che organismi internazionali impegnati a dare sostegno economico a un Paese non intervengano per far rispettare gli impegni. In questa caso – ha detto ancora – il sistema bancario italiano può solo assistere legalmente i risparmiatori».
Geronzi ha avuto parole di elogio per il progetto “Il Quotidiano in classe”, promosso dall’Osservatorio giovani-editori di Ceccherini, a cui aderisce Rcs Media group (nel cui consiglio siede lo stesso banchiere), e ha ricordato i suoi inizi in Banca d’Italia, l’incontro decisivo con Guido Carli, l’esperienza al Banco di Napoli e poi l’approdo alla Cassa di Risparmio di Roma. «La nascita di Capitalia è la mia più grande soddisfazione professionale – ha spiegato il banchiere - Oggi questo è un gruppo che non teme la concorrenza e che può confrontarsi con chiunque». Geronzi ha quindi puntualizzato di non ambire a incarichi più importanti in Mediobanca («Si tranquillizzi chi lo teme») e ha detto di ritenere importante l’autonomia e l’indipendenza del governatore (motivi che stanno alla base dell’incarico senza scadenze) e il ruolo di Bankitalia come garante del mercato del credito. «Per il disegno di legge sul risparmio auspico modifiche profonde – ha concluso – ma solo dopo aver letto bene le regole esistenti e senza atteggiamenti da tifo calcistico».