Capitalia, via al patto di Geronzi. Vittorio Ripa di Meana presidente

La Repubblica

Accordo di blocco e voto sul 29,58%, c'è anche Massimo Moratti. Prima riunione il 17 novembre

Via libera definitiva al Patto di sindacato di Capitalia che sarà presieduto da Vittorio Ripa Di Meana e che è composto da 13 soci, visto l'ingresso a sorpresa all'ultimo momento anche del presidente dell' Inter, Massimo Moratti. Il nuovo accordo, siglato ieri, ha durata triennale e riunisce il 29,579% del capitale, dato che, come previsto, tutti i soci aderenti hanno conferito al patto l'intera quota di Capitalia in loro possesso. I partecipanti al patto sono; il colosso bancario olandese Abn-Amro, primo azionista con il 9%, la Regione Sicilia con 113,342%, la Fondazione Manodori con il 3,173%, la Premafin della famiglia Ligresti con il 3,01%,la Tosinvcst del «re» delle cliniche romane ed editore di Libero e Il Riformista, Giampaolo Angelucci, con il 2,002%, la Toro Assicurazioni del Gruppo De Agostini con il 2%, la Pirelli con 1'1,9%, la Lamaro dei fratelli Toti con 1'1,758%, Roberto Colaninno con l'1,012%, la Colacem di
Carlo Colaiacovo con l' l,002%, il costruttore Alfio Marchini con lo 0,75%, l'imprenditore reggiano Luca Ferrarini con lo 0,45% e, tramite la fiduciaria Sirefld spa, Massimo Moratti con lo 0,181%.
L'obiettivo del patto di sindacato «di blocco e di voto», si legge in una nota, è «stabilizzare l'assetto proprietario e le strategie di lungo periodo del gruppo Capitalia, supportando l'attuazione del piano industriale 2003-2005 e unire un gruppo di investitori il cui obiettivo è la creazione di valore a lungo termine per tutti gli azionisti».
Grande regista dell'operazione è stato il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi. Il suo ruolo e la sua riconferma non sono mai stati in discussione. In ogni caso il patto ha «blindato» ancora di più il management: Geronzi è stato designato presidente per altri tre anni ed è stato stabilito che a lui spetta la scelta dell'amministratore delegato, carica appena affidata a Matteo Arpe proprio da Geronzi.
In conseguenza del nuovo patto, il cda salirà da 16 a 19 membri. Il primo azionista Abn-Amro designerà tre consiglieri, tra cui un vicepresidente, mentre gli altri soci detentori di quote non inferiori allo 0,75% (quindi tutti tranne Moratti e Ferrarini), designeranno un amministratore ciascuno e, collegialmente, l'altro vicepresidente. Tutti i soci sindacati, invece, nomineranno tre amministratrori
indipendenti, mentre il diciannovesimo consigliere sarà scelto tra «persone di comprovata esperienza bancaria». Probabile quindi l'ingresso in cda, tra gli altri, di Colaninno, del presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro, di Jonella Ligresti e di Carlo Puri Negri per Pirelli. Il comitato esecutivo, invece, sarà formato da 7 componenti, tra i quali il presidente e l'amministratore delegato.
Le azioni sindacate hanno un vincolo di lock up di tre anni, anche se sono possibili trasferimenti infragruppo e cessioni a terzi con il consenso degli altri soci, che hanno una clausola di prelazione. Vietato invece incrementare le partecipazioni sindacate. Il patto si riunirà per la prima volta il 17 novembre e successivamente si svolgerà un'assemblea. Assemblea che avrà il potere di deliberare su aumenti di capitale, fusioni, scissioni, acquisizioni o dismissioni di una certa rilevanza.
Soddisfattigli azionisti. Uno per tutti, Dolf Collee, consigliere di Abn-Amro e  vicepresidente della Holding romana: il patto, ha detto, è "un passo importante" per il colosso olandese che "sosterrà pienamente Capitalia nei suoi obiettivi di  crescita".