Mediobanca, inizia l'era Geronzi

Il Mattino

Nominato presidente del Patto di sindacato e del Consiglio di sorveglianza. Il banchiere romano lascerà la poltrona nella nuova Unicredit a Libonati.

Voto unanime, investitura doppia. Cesare Geronzi è il nuovo presidente di Mediobanca. La conferma arriva dal Parto di sindacato: il nome del numero uno di Capitalia figura al primo posto della lista che il 27 giugno sarà presentata all'assemblea dei soci per l'elezione del Consiglio di sorveglianza. Non c'è, invece, il nome di Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit e, con Geronzi, artefice della fusione dell'anno. Come ampiamente annunciato, il manager di Piazza Cordusio ha chiesto di non partecipare al Consiglio per non incappare nella scure dell'Antitrust e per evitare che gli equilibri di Piazzetta Cuccia pendano troppo dalla parte del nuovo colosso nato dall'aggregazione tra Unicredit e Capitalia. Fuori anche il presidente uscente del Patto, Piergaetano Marchetti (che lascia a sorpresa per dedicarsi a Rcs), Roberto Colaninno, Gianluigi Gabetti e Berardino Libonati. Proprio l'attuale presidente di Alitalia, designato dal Tesoro dopo la defenestrazione di Cimoli, dovrebbe prendere il posto riservato a Geronzi alla vicepresidenza della nuova Unicredit. Tante conferme, poche sorprese.
Il Patto di sindacato di Mediobanca non tradisce le attese, il nuovo assetto tiene conto degli sviluppi dei principali istituti italiani e riflette la nuova governance dualistica, che prevede un Consiglio di sorveglianza (organo di diretta espressione degli azionisti, approverà bilanci e piani industriali e curerà la movimentazione di partecipazioni strategiche e le operazioni che comportano investimenti di 750 milioni) e uno di gestione (cui spetta la gestione ordinaria della banca).
Geronzi sarà presidente del Patto di sindacato e del Consiglio di sorveglianza, testimonianza diretta del peso specifico del colosso Unicredit-Capitalia che, dopo la fusione, detiene il 18% del capitale di Piazzetta Cuccia. Entro quindici giorni dalla ratifica dell'aggregazione; però, il nuovo gruppo dovrà dismettere la quota eccedente il 9,39%, pena il mancato esercizio del diritto di voto nell'assemblea del Patto. Soddisfatti tutti, anche i soci esteri che mantengono quattro rappresentanti: «Siamo molto felici per questo nuovo accordo raggiunto tutti insieme - spiega il manager francese Vincent Bollore - Geronzi era particolarmente adatto in virtù della sua esperienza nel settore bancario».
A differenza dei precedenti, in carica tre anni, il nuovo Patto sarà più corto e sarà rinnovato, salvo disdette, ogni due anni. Con Geronzi, sederanno tra i banchi del comitato, direttivo Profumo, Bollore, Ben Ammar, Doris, Ligresti, Pesenti, Rampi e Tronchetti Provera. Il Consiglio di sorveglianza, invece, sarà composto da ventuno persone. Fuori Profumo, Piazza Cordusio sarà rappresentata da Rampi, Palenzona e dalla new entry Roberto Bertazzoni. Altro nome nuovo Pietro Ferrero, designato tra i soci industriali al posto di Colaninno. Confermati, invece i tre sindaci attuali che saranno affiancati da Gabriele Villa e Paolo Sfameni. Due di loro lasceranno l'incarico per fare posto ai due eventuali candidati degli azionisti di minoranza, che hanno tempo fino a domenica per presentare proprie liste. L'accordo parasociale, che entra in vigore il primo luglio e scade a fine dicembre 2009, prevede anche l'eliminazione del diritto put (diritto dì vendita) in mano ai soci francesi e la facoltà di sciogliere Finpriv, la scatola societaria azionista all'1,67% di Piazzetta Cuccia, e di distribuire le azioni in proporzione tra i soci della finanziaria.