Master in “Finanza per la banca e per l’assicurazione”

Signori,
Vorrei porgere un saluto a tutti i convenuti e ringraziare gli illustri ospiti che oggi presentano questo master in “Finanza per la Banca e per l’Assicurazione”. Un master che nasce dalla collaborazione fra la Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università “La Sapienza” e la Banca di Roma.

Devo dire che siamo stati ben lieti di concorrere alla realizzazione di questa iniziativa che offre nuove e significative opportunità di formazione specialistica in un ambito – quello della finanza – in cui le spinte all’innovazione, alla trasformazione e alla “specializzazione” hanno raggiunto un’intensità mai sperimentata in passato.

Oggi non solo le tecnologie subiscono un’obsolescenza rapida. Anche le capacità professionali, il capitale umano, sono sottoposti a processi di usura accelerati.

È un’evoluzione che nella banche e nelle imprese di assicurazione sta esaltando i problemi di gestione del personale.

La lenta deriva degli “skills” tradizionali richiede investimenti in formazione ingenti perché rivolti alla generalità dei dipendenti. La minore omogeneità delle figure professionali presenti in azienda – determinata dalla necessaria presenza di “specialisti” – richiede interventi flessibili, capacità di anticipare le esigenze, operazioni mirate – e a volte costose – sul mercato del lavoro.

Ma l’interesse di una grande banca a favorire la formazione di risorse specialistiche nell’ambito della finanza non è solo un interesse di “bottega”, volto a ridurre le strozzature di offerta di un input specifico, ancorché di vitale importanza.

Vi sono altre rilevanti motivazioni.

Il Governatore Fazio, in un suo recente intervento su “economia globale e capitale umano” ha sostenuto: “sono necessari nuclei di eccellenza capaci di guidare i processi di innovazione, in grado di cogliere tempestivamente i mutamenti del contesto esterno all’impresa e le opportunità offerte dall’evoluzione scientifica… le Università e gli Istituti di ricerca devono formare un numero crescente di giovani dotati di intelligenza e volontà di apprendere e progredire.”

Crediamo di interpretare correttamente il pensiero del Governatore se ci preoccupiamo di formare e trattenere tali “nuclei di eccellenza” in un ambito territoriale – quello del Centro-Sud – la cui crescita socio-economica abbiamo sempre posto fra le nostre priorità strategiche.

Trattenere risorse di qualità, significa trattenere “conoscenza” e capacità di creare conoscenza; trattenere capacità imprenditoriali, trattenere centri direzionali. Significa, in definitiva, garantire le condizioni per uno sviluppo dio maggiore “qualità” per tutti.

Questa stessa logica ci ha portato a intervenire, insieme a Sviluppo Italia e ad altre cinque banche, nella costituzione del Consorzio “SKILLPASS”. Un’iniziativa finalizzata  alla formazione e qualificazione di personale – realizzata anche a distanza, via Internet – con adeguate potenzialità nel settore della “new economy”.

Accrescere l’offerta di risorse di “qualità” significa anche sollecitare una salto di qualità della “domanda”, accelerando le trasformazioni e il tasso di innovazione del sistema produttivo. E questa è una priorità assoluta per l’economia italiana.

Nell’ultimo Rapporto del Censis si commentavano dati sul mercato del lavoro nel nostro Pese che evidenziano una preoccupante “distanza” fra le esigenze della struttura produttiva e le risorse a elevata qualificazione. Sono dati, peraltro ben noti,  che registrano una quota di laureati sul totale degli occupati che è sensibilmente inferiore alle medie europee e, nel contempo, denunciano un’elevatissima percentuale di laureati fra i giovani disoccupati.

Questi dati esprimono due esigenze.

Una è quella di rendere operative iniziative, quali i “master”, che avvicinano l’alta formazione al mondo produttivo, sviluppando le interrelazioni fra università e imprese. L’alta è quella di accelerare la capacità di assorbimento di risorse di qualità nelle imprese stesse, creando ambienti fertili alla trasformazione e all’innovazione.

Ritengo che questa iniziativa,c eh poggia sul prestigio scientifico della Facoltà di Scienze Statistiche di Roma, ben risponda alla prima delle due esigenze. Proprio perché nasce dalla collaborazione con una Banca che è fortemente proiettata sul mondo della finanza innovativa e che detiene una posizione di leadership nel settore della “bancassicurazione”.

Rispondere alla seconda esigenza è, invece, interamente affidato alle nostre responsabilità di imprenditori e banchieri.

La puntigliosa ricerca di innovazione e ammodernamento delle strutture produttive credo rappresenti il compito più impegnativo che oggi ci viene imposto dalle sfide della competizione.

Grazie.